Azioni
OraniLab
Il laboratorio si è svolto nell’ambito del festival “Borghi in Festival: Abitare Connessioni” organizzato dal collettivo di architetti Sardarch e con l'intervento di autocostruzione all'interno del Parco Padre Cavada, che fa leva sulle peculiarità paesaggistiche del luogo, sulle alberature, e sulle relazioni spaziali con il vicinato.
Il sito di intervento si trova nella zona di Sae Mastio, sul pendio nord-orientale della vallata di Orani, per cui l'installazione pensata che si compone di tre elementi connessi e integrati tra loro: il muro, il tempio e la pedana. Il "muro" rappresenta il carattere fondante della tradizione costruttiva mediterranea e dello stesso paese di Orani per cui il progetto ne propone una reinterpretazione e un articolazione entro cui ne definisce un ingresso. L’elemento, in questo modo, distingue un interno da un esterno costruendo una gerarchia chiara all’interno del parco. La costruzione del muro è eseguita con pallet disposti a giunti sfalsati per rendere il sistema più solido e per ottimizzare le risorse disponibili. La disposizione dei pallet genera un fronte in cui si alternano pieni e vuoti che allude, nell’orizzontalità dei ricorsi, all’opera muraria in pietra o in laterizio.
Il “tempio” costituisce l’elemento centrale dell'installazione. Si compone come spazio definito dalla doppia piega dei due muri di interfaccia che gli conferiscono la dimensione di cellula circoscritta. Il progetto prevede due sistemi di accesso, il primo in chicane tramite il raddoppio dei muri principali, mentre il secondo è una porta-soglia che conduce al percorso da cui si apprezza la vista sulla valle di Orani. La copertura del tempio è realizzata attraverso una tessitura di travi binate poggiate su uno dei due muri e ripiegate in verticale sull'altro lato costruendo una tenda lignea vibrata verso l'osservatorio di paesaggio.
Quest'ultimo è pensato come un sistema massivo che interrompe il muro definendo una seduta con duplice orientamento verso la piazza e verso il paesaggio, generando da una parte uno spazio adunante, e dall’altro un sistema individuale di contemplazione del paesaggio.
Sequenza di disegni e fotografie del muro, del tempio e della pedana di OraniLab, dalla costruzione all'installazione completata tra gli alberi del parco.
Relazione del progetto con il parco comunale Padre Cavada e con il quartiere di Sae Mastìo. Il progetto costruisce uno spazio raccolto e ombreggiato che ricerca punti di vista di grande scala verso il landmark paesaggistico del Monte Gonare.
La tettonica strutturale del tempio costruita attraverso una tessitura di morali di legno e di tavole. L'associazione dei due elementi costruisce un sistema strutturale spesso e cangiante che varia al cambiare della luce del sole.
L'apparecchiatura del muro di pallet con il giunto sfalsato e il distacco vuoto genera una cortina spessa permeabile, in cui si può arrampicare il verde.
Il tempio diventa lo spazio protetto e ombreggiato per il gioco e per il divertimento, il muro è invece un diaframma permeabile da attraversare e da scalare.
Le diverse tettoniche strutturali del tempio, l'appoggio sul muro, la trave gemella ottenuta con il raddoppio delle tavole e la relazione fra travi e soglia di accesso.